Le zecche in montagna: come prevenirle e rimuoverle correttamente
Perché bisogna fare attenzione
Spesso quando si pensa agli animali pericolosi nei boschi vengono subito in mente orsi, lupi o cinghiali. Quasi nessuno però pensa alle zecche. Sono minuscole, silenziose e purtroppo capaci di trasmettere malattie.
Con l’arrivo della primavera e delle prime uscite in natura aumenta anche la probabilità di incontrarle lungo sentieri, prati e pascoli.
Negli ultimi anni, l’aumento delle temperature ha reso le zecche più attive e diffuse. La loro presenza si concentra soprattutto nei mesi caldi, ma ormai non è raro trovarle anche in zone montane oltre i 1400 metri di altitudine.
Le regioni del Nord Italia risultano oggi tra le più esposte alle malattie trasmesse dalle zecche: Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Trentino-Alto Adige e parte della Liguria. In particolare la provincia di Belluno ha registrato recentemente un numero crescente di casi.
L’habitat ideale delle zecche è rappresentato da ambienti freschi e umidi, come boschi e zone ricche di vegetazione, ma alcune specie preferiscono anche aree più secche e calde. Per questo motivo possiamo trovarle praticamente ovunque.
La loro presenza dipende soprattutto dagli animali che parassitano, come cervi, roditori e animali al pascolo che spesso incontriamo durante le escursioni.
I punti in cui è più facile entrare in contatto con le zecche sono le zone con erba alta e cespugli bassi. Le zecche restano ferme sulla vegetazione aspettando il passaggio di un ospite a cui aggrapparsi, che sia una persona o un animale.
La puntura è generalmente indolore, perché la zecca rilascia sostanze anestetiche mentre si ancora alla pelle. Molto spesso ci si accorge della presenza del parassita solo durante una doccia oppure controllando attentamente il corpo al termine dell’escursione.
Per questo motivo è importante cercare di prevenire il più possibile il contatto.
Come ridurre il rischio di punture
Ecco alcuni accorgimenti utili durante le uscite in natura:
- Indossare abiti chiari, così da individuare più facilmente eventuali zecche sui vestiti.
- Coprire bene le gambe con pantaloni lunghi e calze alte, meglio ancora se infilando i pantaloni dentro le calze o negli scarponi.
- Evitare di sfiorare l’erba alta ai bordi del sentiero e cerca di evitare zone molto fitte di vegetazione.
- Al termine dell’escursione o subito dopo aver attraversato una zona con erba alta, controllare accuratamente pelle, vestiti e zaino.
- Le zecche tendono a concentrarsi soprattutto su collo, testa, ascelle, fianchi e dietro le ginocchia.
- Proteggere sempre i propri animali domestici con prodotti antiparassitari specifici, soprattutto prima di una camminata.
- Scuotere e controllare gli indumenti prima di riportarli in casa e lavarli appena possibile.
In commercio esistono anche repellenti specifici contro insetti e zecche, generalmente a base di DEET o N-dietiltoluamide e Icaridina o KBR3023.
Cosa fare se trovi una zecca sulla pelle
Se una zecca si è già attaccata alla pelle è importante rimuoverla il prima possibile.
La probabilità di trasmissione di eventuali infezioni aumenta infatti con il passare del tempo. Nelle prime ore la zecca resta ancorata per alimentarsi e solo successivamente potrebbe rigurgitare materiale infetto nel sangue dell’ospite.
Va comunque ricordato che non tutte le zecche sono portatrici di malattie.
Cosa NON fare
Non bisogna mai utilizzare:
- alcol
- benzina
- acetone
- ammoniaca
- olio
- grassi
- sigarette
- fiammiferi
- oggetti arroventati
Questi metodi possono stressare la zecca e aumentare il rischio di rigurgito di materiale infetto.
Come rimuoverla correttamente
- Utilizzare una pinzetta a punte sottili afferrando la zecca il più vicino possibile alla pelle.
- Tirare delicatamente con un leggero movimento rotatorio, senza strattoni.
- Evitare assolutamente di schiacciare il corpo della zecca durante la rimozione.
- Dopo averla tolta, disinfettare la zona evitando prodotti che colorano la pelle come la tintura di iodio.
- Non toccare la zecca a mani nude: usare guanti oppure lavarsi accuratamente le mani subito dopo.
- Se una parte del rostro (apparato boccale della zecca) rimane nella pelle, rimuoverla con un ago sterile o una pinzetta sterilizzata.
In caso di sintomi successivi come:
- febbre
- debolezza
- mal di testa
- dolori articolari
- linfonodi ingrossati
- alone rossastro che si allarga
è importante contattare il proprio medico spiegando quando e dove è avvenuta la puntura.
Può essere utile conservare la zecca in una boccetta con alcol al 70%, così da facilitarne un’eventuale identificazione in caso di necessità.
Dopo la rimozione effettuare la profilassi antitetanica.
Approfondimenti utili
Per maggiori dettagli puoi leggere l’articolo ufficiale dell’Istituto Superiore di Sanità.
Ti consiglio di leggere anche l’opuscolo del viaggiatore, utile da salvare prima di partire.