Ferrata al Cristo Redentore di Maratea
Scheda tecnica
Quota max: 635 m
Dislivello totale: 397 m
Lunghezza itinerario: 5,49 km
Tempo totale: circa 2 / 3 ore
Difficoltà: EEA-PD
Introduzione
Per la seconda volta ho avuto il piacere di percorrere questa bellissima ferrata. Questa volta, però, mi è sembrata ancora più bella grazie ad alcune nuvole basse che ci hanno avvolto, rinfrescato e reso il tutto molto più scenografico.
Ho scelto di far percorrere ai miei amici la Ferrata di Maratea perché, secondo me, è ideale per una prima esperienza. È una ferrata semplice, ma non banale, presenta due ponti tibetani abbastanza lunghi, alcuni tratti esposti e un panorama spettacolare sul mare e sulla città.
Partenza
Come mostrato sulla mappa, siamo partiti dal Parcheggio di Piazzale Padre Pio.
Da qui ci siamo addentrati nella città, passando per la Fontana della Sirena, fino a raggiungere l'agenzia di viaggi Ivy Tour, dove i miei amici hanno noleggiato l'attrezzatura per affrontare la ferrata. Il noleggio comprende casco, imbrago e kit da ferrata al prezzo di 20€. Con l'aggiunta di 2€ è possibile acquistare anche un paio di guanti da lavoro.
Una volta indossati i kit, siamo tornati verso la Fontana della Sirena. Sulla destra si trova un cartello con le indicazioni per l'inizio dell'avvicinamento.
Avvicinamento
Abbiamo seguito per un breve tratto la strada, per poi tagliare verso il parcheggio dell'Hotel La Locanda delle Donne Monache. Da qui si sale lungo alcune scale e si riprende a camminare su strada, cercando sui muri la segnaletica del CAI.
Poco dopo, sulla sinistra, si incontra un'indicazione per il sentiero di San Biagio / la ferrata. Il cartello è un po' nascosto, quindi è consigliabile seguire la traccia GPX.
Continuiamo lungo la segnaletica CAI fino a un tornante. Mantenendo la sinistra, si vedono alcune scale. che segnano l'inizio del sentiero religioso verso il Cristo Redentore.
Risalendo il sentiero si arriva a un bivio che divide il sentiero religioso dalla ferrata.
Dal bivio si prosegue a sinistra fino a raggiungere l'attacco della Ferrata di Maratea.
Scarica il file GPX
Ferrata
Dall'attacco si sale subito su una prima parete verticale, seguita da un alternarsi di sentieri attrezzati e pareti verticali dotate di numerose cambre. Questa prima parte risulta molto facile e permette di prendere confidenza con il percorso.
La seconda parte comprende due ponti tibetani, entrambi molto stabili e dotati di quattro funi. Il primo ponte è più corto del secondo, ma decisamente più alto.
Terminato il primo ponte, si attraversa una piccola parete verticale seguita da un traverso verso destra. Da qui il percorso diventa più panoramico e l'esposizione aumenta leggermente.
Proseguendo sul sentiero attrezzato, alle nostre spalle si apre la vista sulla città e sul mare, mentre davanti a noi domina la statua del Cristo Redentore.
Continuando lungo il percorso si raggiunge il secondo ponte, più lungo ma più vicino al suolo rispetto al primo. Superato il ponte, ci aspetta la parte più faticosa della ferrata, ovvero una parete verticale con un breve tratto strapiombante che richiede un po' di forza.
Superato questo ostacolo, restano solo gli ultimi metri di sentiero attrezzato. Da lì si esce dalla ferrata e si raggiunge la zona del Cristo Redentore.
Rientro
Dopo aver ammirato la statua, scattato qualche foto al panorama e riposato un po', ci siamo incamminati verso le scale in direzione dello sguardo del Cristo Redentore, fino a raggiungere un bar.
Alla destra del bar si trovano alcune indicazioni. Le seguiamo passando tra una serie di strutture abbandonate, fino a incontrare un piccolo pannello informativo.
Da qui si sbuca sulla strada, che purtroppo è necessario percorrere per un tratto a causa della chiusura di una parte del sentiero 660. Continuiamo sull'asfalto fino a raggiungere nuovamente l'apertura del sentiero, lasciandoci alle spalle il primo tratto stradale.
Ripreso il sentiero, camminiamo fino al secondo tratto asfaltato. Da qui seguiamo la strada fino a un bivio con indicazioni per il sentiero San Biagio.
Seguendo questo ultimo tratto di sentiero si torna al punto di partenza, chiudendo così l'anello.
Note
L'ultimo tratto della ferrata presenta un breve passaggio strapiombante. È consigliabile l'utilizzo di un gancio di riposo per effettuare il cambio dei moschettoni con maggiore comodità, anche se non è indispensabile.
In caso di caldo eccessivo si può scegliere di percorrere il sentiero 660 evidenziato in verde, che passa nel bosco e risulta più ombreggiato.