Uscita

Ferrata Marcirosa: Da Castelmezzano a Pietrapertosa A/R

25/04/2026 • Castelmezzano • EEA-PD • in compagnia di F. • ☀️ 19°


Scheda tecnica

Zona: Dolomiti Lucane
Quota max: 973 m
Dislivello totale: 502 m
Lunghezza ferrata: 1,7 km
Lunghezza itinerario: 6,24 km
Tempo totale: circa 3 / 4 ore
Difficoltà: EEA-PD

Introduzione

Per la seconda volta ho deciso di percorrere questa ferrata, portando con me F. per introdurlo a un nuovo tipo di attività.

Abbiamo scelto la Marcirosa perché ideale per una prima esperienza. Una ferrata semplice ma divertente, con ponti tibetani, brevi tratti verticali e un’esposizione moderata.

Il tutto immerso nelle Dolomiti Lucane, con le loro cime scoscese e modellate che sono un piacere per gli occhi.

Partenza

Come mostrato sulla mappa, siamo partiti da Castelmezzano, in Basilicata (PZ), lasciando l’auto presso il parcheggio gestito da Dolomiti Discovery (10€). Nei dintorni sono presenti anche parcheggi gratuiti, anch’essi indicati sulla mappa.

Qui abbiamo noleggiato l’attrezzatura necessaria per affrontare la ferrata. Per chi non possiede un kit completo è una soluzione molto comoda. Al costo di 20€ vengono forniti imbrago, dissipatore con longe, guanti, casco, cuffietta igienica e uno zainetto per trasportare tutto il materiale.

Una formula pratica, soprattutto per chi vuole provare questa esperienza senza acquistare subito l’attrezzatura.

Avvicinamento

Dal parcheggio abbiamo percorso un tratto della SP13 fino a raggiungere la zona del cimitero del paese, dove inizia il percorso delle sette pietre .

Lungo il sentiero si incontrano varie installazioni artistiche, ognuna legata a una parola simbolica: destini, incanto, sortilegio, streghe, volo, ballo e delirio.

Abbiamo seguito il percorso fino alla tappa Streghe , nei pressi del Torrente Caperrino. Qui si trova un ampio spazio aperto , perfetto per indossare il kit e prepararsi con calma prima della salita.

Attraversato un caratteristico ponte romano, raggiungiamo un bivio dove seguiamo le verso sinistra, direzione ferrate Marcirosa e Salemm.

Dopo un breve tratto nel bosco inizia un facile percorso attrezzato, prima tra gli alberi, poi costeggiando il lato destro del torrente , in un ambiente molto suggestivo.

Giunti a una bacheca incontriamo il secondo bivio, che divide i due itinerari. Noi proseguiamo sulla destra , dove ha ufficialmente inizio la Ferrata Marcirosa.

Scarica il file GPX o lasciati guidare da Komoot

Ferrata

Iniziamo percorrendo una facile rampa inclinata con il cavo sulla nostra destra, fino a raggiungere uno dei punti più caratteristici dell’itinerario: un grande masso incastrato al centro di un camino tra le pareti.

Superato questo passaggio arriviamo al primo ponte tibetano , lungo circa 15 metri e molto stabile. Da qui la ferrata continua tra placche , traversi e numerose staffe, rendendo il percorso divertente e mai eccessivamente impegnativo.

Alle nostre spalle si apre un bellissimo panorama su castel mezzano e sulla montagna su cui si sviluppa la vicina Ferrata Salemm. Raggiungiamo quindi il secondo ponte tibetano , più corto del primo ma altrettanto bello.

Pochi metri dopo il secondo ponte, nei pressi di una bacheca , si trova un punto panoramico affacciato verso nord dal quale si può osservare l'orizzonte. Una sosta consigliata prima di proseguire.

Il percorso continua poi con alcuni tratti di collegamento e le ultime pareti verticali attrezzate, che conducono al sentiero superiore nei pressi della partenza del Volo dell’Angelo ed il Castello di Pietrapertosa.

Lungo la ferrata sono presenti anche diverse vie di fuga , entrambe indicate sulla mappa inserita nella guida, utili in caso di stanchezza, maltempo o necessità.

Rientro

Terminato l’itinerario, una tappa consigliata è La Bottega del Borgo , indicata anche sulla mappa inserita nella guida.

Un posto perfetto per rifocillarsi dopo la salita con un buon panino e una bevanda fresca, godendosi con calma il meritato recupero.

Terminato lo spuntino riprendiamo il cammino entrando nel borgo di Pietrapertosa , attraversando una suggestiva serie di portali e vicoli caratteristici.

Raggiungiamo quindi l’inizio del percorso delle sette pietre , che seguiamo in direzione opposta rispetto all’andata.

Torniamo così alla tappa “Streghe”, per poi risalire verso il cimitero e rientrare infine al parcheggio.

Note

Durante il sentiero delle sette pietre, sia all’andata che al ritorno, capita spesso che qualcuno chieda informazioni. Non è così comune vedere persone con casco, imbrago e kit ferrata, quindi è normale attirare curiosità.

Se vi chiedono indicazioni sul ponte nepalese (che appartiene alla Ferrata Salemm), ricordate sempre di specificare che si tratta di un percorso attrezzato e che serve l’equipaggiamento adeguato.

Un’altra cosa che tengo a dire riguarda il rispetto dell’ambiente. Lungo il percorso può capitare di trovare carte o pezzi di plastica , abbandonati per errore o da chi evidentemente non ha rispetto per questi luoghi.

Con me porto sempre una piccola bustina dove mettere eventuali rifiuti che trovo durante le mie attività. È un gesto semplice, ma utile per lasciare il posto più pulito di come lo abbiamo trovato.